Giochi di scala / Scales (n. 18 – 2025)
«La città è una sorta di grande casa, e la casa a sua volta una sorta di piccola città», diceva Leon Battista Alberti riecheggiato da Palladio; e da allora in poi gli architetti hanno ripetuto come un mantra questa idea che sotto il cielo dell’architettura il grande e il piccolo non facciano che corrispondersi, irretiti da un tessuto di analogie fondate sulla razionalità dell’arte di costruire (Pisani 2018). Eppure, è proprio dalla rottura dell’idea di una diretta corrispondenza fra micro e macrocosmo che facciamo in genere cominciare l’età moderna: da quando, cioè, Brunelleschi dimostrò ai suoi concittadini che il modello ligneo di Santa
Maria del Fiore e la chiesa in costruzione erano due cose diverse, e che le misure della seconda – le misure, non le proporzioni – richiedevano per essere materialmente edificate soluzioni originali, mai prima escogitate dall’uomo.
In questo numero di SRSA vi proponiamo di riflettere su una questione con cui l’architettura si confronta da sempre: il problema degli ordini di grandezza. Che ruolo giocano i fattori di scala nelle dinamiche progettuali e costruttive? In che modi, e con quali gradi di consapevolezza, questi fattori sono stati tematizzati nel corso della storia? Sino a che punto le idee di teorici e trattatisti si sono poi riflesse nell’attività pratica degli architetti? E – per spostare l’attenzione dagli oggetti di studio alle lenti che inforchiamo per guardarli – in quale misura le variazioni di focale ci consentono di cogliere aspetti di volta in volta diversi della dinamica storica? Qui di seguito qualche spunto, che potrà essere sviluppato nelle direzioni più varie.